Ambiente di vendita

L’influenza del turismo sul retail nella moda

2016

Dopo anni ed anni in cui le grandi marche Italiane hanno banchettato grazie alla costante domanda da parte dei turisti provenienti oltreoceano, ora la loro attenzione si é spostata su una nuova audience che in passato veniva sottovalutata e non era presa abbastanza in considerazione come clientela potenziale. Stiamo parlando dei consumatori locali.

La causa principale di questo cambiamento é il calo del turismo in occidente, fatto dovuto alla paura del terrorismo di consequenza agli attachi avvenutti a Parigi e Bruxelles. Se in precedenza l’Europa era vista come meta turistica per lo shopping di prodotti di pelletteria o gioielleria artigianale e capi d’abbiglimento di lusso ed alta qualitá ora la situazione é cambiata, come é possibile vedere dal grafico sottostante realizzato con dati raccolti nella settimana del 20|27 di Marzo da ForwardKeys.

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Concretamente i retailer, specie i grandi marchi di moda le cui maggiori entrate provenivano del turismo asiatico ed americano, hanno dovuto ripensare alle stretegie in modo tale da raggiungere il consumatore nel suo luogo di origine.
Per esempio, l’italianissima Bottega Veneta i cui ricavi, secondo KeringSA provengono maggiormente da Hong Kong che dalla stessa America od Italia, ha spostato il proprio punto vendita di Manhattan dalla Fifth Avenue, nota meta per il turismo commerciale, alla vicina Madison Avenue perché é un’area frequentata dalla popolazione locale per lo shoppping e di conseguenza la possibilitá di vendita é piú alta. Questa dislocazione, secondo Francois-Henri Pinault direttore esecutivo di Kering, ha dato la possibilitá al brand di arricchire la sua range di offerte introducendo prodotti in linea con i gusti del mercato locale in modo tale da acquistare la loro lealtá e convertirli in clienti abituali.
Similmente, Gianni Versace sta espandendo la sua rete commerciale in Asia allocando la propria boutique a Hong Kong in modo tale da attrarre i residenti dell’isola, perché come riferito dal CEO Gian Giacomo Ferrari, il Giappone e la Corea rimangono mercati potenti ma subiscono l’influenza cinese mentre a Hong Kong, il brand puó mettere a punto una strategia mirata al coinvolgimento e fidelizzazione della popolazione locale.