Ambiente di vendita

L’online che influenza l’offline

2016


Il retail offline é in grado di generare un valore di 2,1 bilioni di dollari grazie alla grandiosa relazione che i consumatori hanno con il mondo online. Per meglio intenderci, un ipotetico cliente prima di procedere all’acquisto solitamente effettua ricerche online e le sue scelte sono influenzate dall’efficacia delle reti sociali e dal passaparola uno strumento comunicativo che ha un potere enorme e che ancora oggi i retailers tendono a sottovalutare e che si sviluppa in rete tramite commenti e likes. Tre anni fa l’influenza dell‘Internet era di 13cents per ogni dollaro, oggi ha raggiunto il valore di 56cents per dollaro. Piú di metá del business del retail fisico é profondamente influenzato dalla rete, nonstante ció essere presenti online per un brand non significa un immediato successo.

Come afferma Jeff Simpson, membro di Deloitte una agenzia di consulenza che realizzó uno studio riguardo al comportamento dei consumatori online che si riflette nell’andamento del negozio offline, i retailers devono essere a conoscenza delle piattaforme sociali utilizzate dai loro consumatori in modo tale da essere presenti lí dove si trova il loro target e poter instaurare una conversazione. Infatti, il pubblico di oggi che é maggiormente composto da Millennials, la generazione del Baby Boom e le nuovissime Generazioni X ed Y, trascorrono la maggior parte del loro tempo navigando su Facebook od Instagram ed utilizzando Snapchat e Whatsapp per interagire e rimanere in contatto con altre persone. Mentre i consumatori visitano la pagina web officiale di un brand solo 6, 7 volte l’anno se non hanno come meta lo store online.

Un altro punto interessante portato alla luce da questo studio é il fatto che le campagne publiccitarie online hanno sempre meno successo tra i consumatori e vengono sempre piú spesso ignorate. Solo il 30% delle persone intervistate ammette di cliccare un banner pubblicitario per vero interesse mentre due anni fa i consumatori che rispondevano in modo positivo a queste attivitá pubblicitarie online ragigungevano il 70%. Questo é per far capire come i trend cambino ad una velocitá impressionante ed i retailers devono essere in grado di adattare le loro strategie per continuare a crescere ed aumentare la redditivitá.

Inoltre, Jeff Simpson sottolinea il fatto che i consumatori non hanno piú paura della violazione della privacy per i dati online e sono molto piú propensi a fornire informazioni personali in cambio di un’esperienza di compra veramente specializzata. Infatti, molti mettono a disposizione la loro ubicazione, etá, nome e preferenze per ricevere offerete specifiche o mail con consigli e raccomandazioni.

Non é una coincidenza che la maggioranza di questi consumatori che forniscono goirnalmente dati cosí importanti siano Millennials. Questa generazione costituisce il piú grande segmento dei consumatori ed ha il piú alto potere d’acquisto nel mercato della vendita al dettaglio. Per questo motivo i retailers devono avere un occhio di riguardo sulle loro necessitá e desideri in modo da attare in modo strategico la gestione del negozio alle loro abitudini di consumo.